La mia prima volta con una trans a Torino

La mia prima volta con una trans a Torino

Nella Rubrica Le Confessioni dei Lettori ospitiamo oggi la testimonianza di un lettore torinese che vuole restare aninimo…

 

“Da quando ho diciannove anni ho un’interesse per le persone trans. Questa curiosità è nata subito dopo le mie prime esperienze – deludenti, con l’altro sesso. Ho cominciato prima a fantasticare, senza un effettivo riscontro, sul sesso e sul modo di fare all’amore dei trans. Poi con il tempo sono riuscito a farmi un’idea più concreta, sperimentando sul campo.

Dopo il liceo a Torino avevo abbandonato subito gli studi, e cominciato a lavorare nella bottega di mio padre, una specie di emporio mesticheria non lontano da Rivoli. Quando ormai avevo fatto abbastanza esperienza per gestire il negozio da solo cominciai a fare più caso all’aspetto esteriore dei clienti, a memorizzare le facce di alcuni e magari il tono di voce di altri.

A giorni alterni capitava in negozio una signora discreta, che avrà avuto poco più di quarant’anni, sempre vestita in maniera elegante. Tirava fuori dalla borsetta un fogliettino sul quale aveva preso appunti ed ordinava viti, angolari, colle e vernici. Incuriosito dalla sua voce forte e dal tono basso, che lasciava trasparire – alla lunga, alcune imperfezioni nell’italiano, un giorno le chiesi di più.
Mi raccontò chi era e da dove veniva senza battere ciglio. Era nata in Brasile con il nome di Ricardo. Era venuta in Europa a operarsi a 18 anni ed era diventata Milena.
Rimasi sconcertato dalla sua sincerità, e mi apparve ancora più bella. Una signora trans che parlava un ottimo torinese, seppur qualche sbavatura nell’italiano.

trans torino

Ogni volta che tornava in negozio cercavo di sapere qualcosa di più, finché una volta fu lei a cogliermi di sorpresa. “Vieni a prendere un the a casa mia, ti faccio conoscere le mie gattine..
Chiusi bottega due ore prima del previsto e la seguii in moto mentre conduce va la sua macchina. Milena abitava nella dependance di una grande villa con giardino. Era un posto magico. Pieno di alberi, di statue e di luce. Sotto il pergolato di rose davanti alla sua casetta in legno bevemmo un the nero forte e ci guardammo intensamente negli occhi. Avrei dovuto immaginarlo subito dal modo in cui mi guardava… fin dall’inizio. Voleva fare l’amore con me… non opposi resistenza quando mi saltò addosso sulla seggiola a dondolo e cominciò a strusciarsi facendomi sentire tutto il suo calore…

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