[Racconto Erotico] La strana storia di Daniele e una escort di Torino

[Racconto Erotico] La strana storia di Daniele e una escort di Torino

Ecco il nuovo racconto erotico di una escort di Torino inviato a www.piuincontri.com, mettiti comodo e buona lettura!

Ti è mai capitato di trovarti risucchiato in un incubo e di non sapere come uscirne? A me sì e adesso ti voglio raccontare com’è andata. La colpa di tutto questo è di Lara, una escort di Torino. Un gran bel pezzo di escort a Torino, ma anche un gran bel pezzo di str…. Sì è colpa sua se mi trovo con a strisciare sui gomiti e ad essere nella m…. fino al collo. Forse anche un po’ mia, che mi sono lasciato trascinare, senza vedere quello che mi stava accadendo. Sì, anche mia in fondo. Ma all’inizio era tutto molto bello, tutto così perfetto, troppo perfetto in fin dei conti.

Escort di torino

La prima volta che ho visto Lara, ci ho fatto sesso, ed è stato come assistere all’esplosione di una supernova. Ancora non sapevo che fosse una escort a Torino. Non sapevo chi fosse e nemmeno mi importava. Tutto quello che sapevo su di lei era che era la donna più affascinante che avessi mai visto. Mi ricordo ancora il nostro primo incontro a Torino, come si avvicinò a me durante una festa, l’ennesima a cui partecipavo. Sentii il suo respiro delicato sul collo. – Ti stai annoiando? – mi chiese e poi la sia mano si insinuò sotto la giacca a sfiorarmi il fianco. La prima reazione fu quella di scontarmi, non la vedevo, era una presenza invisibile alle mie spalle. Mi voltai di scatto e per poco le nostre labbra non si sfiorarono. Eravamo a pochi centimetri e tutto quello che riuscii a vedere furono i suoi occhi blu notte, due zaffiri che brillavano, un sorso di Mediterraneo nel cuore.

– Sai di buono – disse.

Feci un passo indietro per guardarla meglio e apparve una cascata di capelli neri setosi e un decolté generoso e invitante. Contrasse le labbra in un accenno di sorriso, mordendosi quello inferiore, mentre i suoi occhi sembravano chiedermi che cosa ci facessi lì. Uscimmo a fare due passi nel parco, lei fu misteriosa, non mi raccontò quasi nulla di sé, invece, mi fece molte domande su di me e all’epoca ero così vanitoso da non farmi venire dubbi. Per fare colpo non feci sconto, raccontai ogni particolare, mi misi in mostra e caddi nella sua trappola. La escort di Torino, senza perdere tempo, mi trascinò in una stanza appartata, un grande divano grigio e le pareti chiare, pochi mobili, ma una bottiglia di spumante da stappare. Bevemmo alla mia salute, poi Lara si spogliò, indossava un corsetto in pizzo e delle calze autoreggenti che le fasciavano le sue lunghe gambe affusolate. Mi tolse i vestiti mentre io la osservavo seduto sul divano. Aveva delle tette sode che facevano venire l’acquolina in bocca. La cinsi con il braccio e la baciai, sembrava che volessi mangiarmela. Lara era morbida e sinuosa, si muoveva su di me come una gatta, mi baciò il collo e il petto,poi scese più sotto e io non riuscii a trattenere un gemito. Lo succhiava come se non ci fosse un domani, quando fui sul punto di venire si scostò e si aprì il corsetto e i seni sodi esplosero. Iniziai ad esplorarla, le baciai tutto il corpo, le tette, il ventre, le gambe e poi immersi la testa tra le sue cosce calde. La esplorai a fondo e Lara gemette. Quando fu tutta bagnata, la penetrai e presi a muovermi dentro di lei con ritmo crescente. Lara urlava di piacere e alla fine e quando venne, restammo entrambi distesi sul divano abbracciati. Non pensavo che l’avrei rivista. Invece, quello fu solo l’inizio.

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Sono passati cinque anni da quando io e Lara abbiamo fatto conoscenza. Allora ero un giovane imberbe sulla trentina, pieno di sogni e progetti. Pensavo di poter conquistare il mondo. Poi le cose hanno preso una piega diversa. Frequentavo i locali più alla moda di Torino, le feste più esclusive, a caccia delle persone giuste da conoscere e di qualche donna stratosferica da portare a letto. Sul lavoro promettevo bene, ma la escort di Torino non aveva intenzione di mollarmi e mi trascinò con sé in un vortice di sesso e festini. Fu un crescendo.

Dopo il nostro primo incontro, non la rividi più per un mese. Poi apparve, eccola come per magia, saltò fuori dal nulla ad una festa. Era il compleanno di un amico, e per un momento credetti che mi stesse pedinando. Scacciai subito via quel pensiero, dandomi da solo del matto e paranoico. Solo con il senno di poi, mi accorsi che avevo ragione: la mia sensazione era giusta. Ma quella sera, ogni cosa andò come aveva pianificato lei. Caddi nella sua trappola come un sacco di patate. Lara era una escort di Torino furba e sapeva fare bene le sue mosse. Appena la vidi, sentii rinascere in me quel desiderio bruciante di stringerla tra le braccia. Le andai incontro per salutarla, ma mi fermai di colpo. Lara stava chiacchierando con il mio amico: ridevano, scherzavano come se si conoscessero da anni. Provai una punta di gelosia. Non solo perché sembrava trovarsi così bene con Daniele, ma perché io e Daniele eravamo stati da sempre nemici amici. Il nostro legame correva lungo un sottile filo che ondeggiava ormai da anni tra rispetto reciproco e gelosia per i successi dell’altro. Anche lui un uomo in carriera, anche lui amante della bella vita, anche lui in cerca di successo. Eravamo rivali e compagni allo stesso tempo. Avevamo condiviso una stanza striminzita ai tempi dell’università. Non c’era niente che non sapessi del mio amico Daniele. Sapevo di poter contare su di lui se mi fossi trovato nel momento del bisogno. Ecco perché quella fitta di gelosia, ecco perché mi ero bloccato in mezzo ad una sala gremita di persone.

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Decisi di superarlo e raggiungerli, in fondo era solamente stupidi timori. Io e Lara ci eravamo visti una volta sola, e non c’era alcun legame tra di noi.

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Commenti (2)

  • alberto

    cosa è successo dopo? perchè una trappola?

  • Alberto

    Una bella storia e non vedo l’ora di leggere cosa e successo dopo!