{"id":2960,"date":"2016-05-20T19:00:36","date_gmt":"2016-05-20T18:00:36","guid":{"rendered":"http:\/\/www.piuincontri.com\/blog\/?p=2960"},"modified":"2020-05-11T11:03:14","modified_gmt":"2020-05-11T10:03:14","slug":"paolo1976","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.piuincontri.com\/blog\/paolo1976\/","title":{"rendered":"Il Diario di Tania: Paolo1976****"},"content":{"rendered":"<p><i>Mi presento mi chiamo Paolo ed ho quarant&#8217;anni. Voglio raccontarvi di qualcosa che mi \u00e8 accaduto di recente e che mi sta in qualche modo sconvolgendo la vita.<\/i><br \/>\n<!--more--><\/p>\n<p><i>Ma per farlo dobbiamo fare un lungo passo indietro&#8230; Avevo 20 anni e frequentavo l&#8217;istituto tecnico della mia citt\u00e0, ero ripetente. La nostra insegnante di italiano e storia era la signora Strubbiani, una vecchia professoressa, cattiva ed antipatica, che ci riempiva eccessivamente di compiti. Noi ci aiutavamo come potevamo, ma in cuor nostro speravamo che un giorno qualcuno sarebbe venuto a salvarci. <\/i><\/p>\n<p><i>Un giorno qualcuno lass\u00f9 in alto sembr\u00f2 aver ascoltato le nostre preghiere. La prof Strubbiani era cascata dalle scale e si era bloccata per un po&#8217;. Per sostituirla mandarono a scuola una ragazza che si era da poco laureata. Si chiamava Lucrezia, era una tipa alta e molto solare. Al suo ingresso in aula il nostro atteggiamento verso l&#8217;istituzione scolastica cominci\u00f2 a cambiare radicalmente. Attraversava la stanza con un&#8217;eleganza inconsueta per un gruppo di ragazzini nel pieno della pubert\u00e0. Indossava dei vestiti lunghi e leggeri, molto casti, che per\u00f2 lasciavano un enorme spazio alla nostra fantasia. Ma, cosa pi\u00f9 importante, la professoressa Lucrezia mi aveva preso in simpatia, Mi sorrideva sempre, non si arrabbiava mai se non avevo fatto bene i compiti, e piano piano eravamo diventati amici. Lei mi faceva conoscere i suoi cantanti rock preferiti, io invece le parlavo dei miei idoli punk. \u00c8 vero, era la mia professoressa, ed aveva almeno otto anni pi\u00f9 di me, ma pian piano cominciai a vederla sotto una luce differente. Quando la guardavo negli occhi mentre spiegava, anche se non lo dava ad intendere, ogni tanto mi fissava in modo diverso. Non era come con gli altri professori, con lei era diverso. Ogni tanto eravamo rimasti soli in classe, ed avevo letto nei suoi occhi qualcosa di pi\u00f9 del semplice rapporto professoressa-alunno. Mi guardava con gli occhi della maestra, ma con un sottofondo di passione. A volte poi quando le parlavo la vedevo che si mordicchiava il labbro. Un pomeriggio, quando ero tornato a scuola per assistere ad un seminario di approfondimento, la incontrai in biblioteca. Ci sedemmo e cominciammo a parlare, d&#8217;un tratto si fece silenziosa ed avvicin\u00f2 una mano alla mia sul tavolo. Cominci\u00f2 a stringerla ed accarezzarla con sempre maggior ardore ed in quel momento mi sentii investito da una grande ondata di calore. Lei era l\u00ec, con me, e quelle carezze non avevano la forma dell&#8217;affetto, ma di qualcos&#8217;altro. <\/i><\/p>\n<p><i>Poi, all&#8217;improvviso, qualcuno entr\u00f2 nella stanza. Era il preside, vide le nostre mani unite sul tavolo, i nostri volti arrossati oltremisura, e cap\u00ec subito tutto, ma volle solo darci un avvertimento. Se non ci avesse pi\u00f9 visto farlo non ne avrebbe mai parlato con nessuno. Da allora io e la professoressa Lucrezia fingemmo di ignorarci ed alla fine arrivammo a farlo davvero. Pi\u00f9 che altro era uno sorta di senso di autoconservazione che ci spingeva a farlo.<\/i><\/p>\n<p><i>Ma oggi, a distanza di 24 anni da quell&#8217;episodio, lei \u00e8 ricomparsa. Pi\u00f9 bella e pi\u00f9 donna che mai, anche se io non l&#8217;avevo pi\u00f9 rivista, solo sognata, in tutti quegli anni. Ci siamo incontrati in un luogo assurdo, impensabile. Nella stanzina con i divanetti dove ci si riposa e si fa colazione dopo aver donato il sangue. <\/i><\/p>\n<p><i>Ci siamo guardati da lontano per alcuni interminabili secondi e dopo esserci definitivamente riconosciuti, ci siamo alzati per salutarci. Quando ho appoggiato il mio volto sulla sua guancia, ho risentito d&#8217;istante quella potente energia, che evidentemente era stata solo interrotta quel giorno in biblioteca. Dopo aver parlato per un po&#8217; di massimi sistemi applicati alle rispettive vite, ci siamo scambiati il numero di telefono con grande naturalezza&#8230; <\/i><\/p>\n<p><i>Adesso \u00e8 passata una settimana da quell&#8217;episodio e dopo alcune decine di messaggi, lei mi ha chiesto: perch\u00e9 non ci incontriamo per un aperitivo? Ma come, ma non mi hai detto che eri sposata? Avrei voluto invece risponderle&#8230;<\/i><\/p>\n<p><i>Ecco, adesso io non so pi\u00f9 cosa fare, non so pi\u00f9 niente. Di fatto le ho subito risposto di s\u00ec, scrivendolo a caratteri cubitali. Per\u00f2, adesso che mancano due giorni all&#8217;appuntamento, il mio cuore comincia a battere forte ed il cervello si fa mille domande&#8230; far\u00f2 bene?\u201d<\/i><\/p>\n<p><b>Tania Rossi risponde<\/b><\/p>\n<p>Carissimo Paolo,<\/p>\n<p>ho letto con grande attenzione la tua lettera, che in alcuni punti \u00e8 quasi commovente. Non credo ci sia nulla da aggiungere a quanto hai scritto. Il mio unico consiglio \u00e8 quello di seguire il tuo istinto, di lasciarti andare&#8230; e poi sar\u00e0 quel che sar\u00e0. Spero, come si deduce da ci\u00f2 che scrivi, che questo sogno si realizzi, perch\u00e9 sembra davvero che \u201c\u00e8 una vita che l&#8217;aspetti\u201d.<\/p>\n<p>Non ci pensare su troppo, non fasciarti la testa in anticipo. Che sia \u201csolo\u201d l&#8217;inizio di una bellissima amicizia, o la classica fiamma che si consuma subito e brucia in una notte, oppure ancora l&#8217;avvio di una gratificante e seria relazione erotica, questo sarete voi a deciderlo.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi presento mi chiamo Paolo ed ho quarant&#8217;anni. 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