Escort nella Storia

Escort nella Storia

Storie di Escort ed Accompagnatrici

Il Mestiere più Vecchio del Mondo…

Chi sono? Cosa fanno quando non lavorano? Quali sono i loro sogni? Quella dell’accompagnatrice è una figura che ha sempre destato un certo interesse e curiosità, forse anche un filino morbosa. Sarà per l’aspetto ambiguo e a tratti sfuggente del suo mestiere o sarà perché si tratta di un lavoro che per anni è stato bandito o considerato disdicevole, le accompagnatrici catturano l’attenzione e fanno sognare l’immaginario comune. Dai film ai libri, sono state inventate, scritte e registrate innumerevoli storie, ma come vanno le cose nella realtà? Come sono le escort nella vita reale? Dall’antichità ai giorni nostri, ecco chi sono le escort.

Escort nella storia

Come si dice, quello della escort è il mestiere più vecchio del mondo. Fin dall’antichità, donne bellissime intrattenevano signori, cortigiani e nobili. La storia è ricca di figure affascinanti e racconti di vite avvincenti. Ecco alcune tra le accompagnatrici più famose.

Acca Larenzia

La prima accompagnatrice della storia di Italia è Acca Larenzia, nientemeno che la donna che allevò Romolo e Remo. La leggenda narra che i fondatori di Roma siano stati abbandonati in una cesta lungo il fiume, trovati da un pastore e allevati da una lupa. Come spesso avviene nei racconti antichi, però, alcuni passaggi vengono descritti in maniera simbolica. In questo caso, la lupa sarebbe in realtà la moglie del pastore, Acca Larenzia, una squillo. I romani utilizzavano questo termine per indicare le donne che svolgevano questo mestiere.

Un’altra leggenda racconta di una bellissima accompagnatrice che viveva nel VII secolo a.C., Acca Larenzia. La storia vuole, che la donna frequentasse Ercole, una divinità. Il dio, affezionatosi a lei, la dette in sposa ad un uomo molto ricco assicurandole così una vita agiata. Quando diventò vedova, la donna lasciò i suoi beni al popolo romano, che per ringraziarla del generoso dono, istituì una festa in suo onore, Larentalia.

Veronica Franco

Veronica Franco era una delle bellissime cortigiane veneziane, molto apprezzate da nobili, ambasciatori, e viaggiatori, italiani e stranieri, di passaggio nella Serenissima. All’epoca, le squillo della città erano donne colte, brillanti, educate alla musica, al canto e alla poesia.

Veronica visse tra il 1546 e il 1591 e nell’arco della sua vita pubblicò un libro di versi, nel quale duellò poeticamente con un nobile che le aveva arrecato offesa. Tra i molti uomini che frequentò, ce ne furono parecchi illustri, tra cui Enrico di Valois, futuro Enirco III re di Francia. Ebbe anche l’onore di essere ritratta da Tintoretto.

Messalina

Una tra le donne con la peggior fama nella storia delle cortigiane è stata senz’altro Valeria Messalina. Questa donna a 14 anni fu data in sposa a Claudio, che di anni ne aveva ben 48, e, come se non bastasse, era pure claudicante e balbuziente. Due anni dopo il matrimonio, Caligola morì ammazzato e Claudio prese il suo posto, diventando a sua volta imperatore. Così, Messalina si trovò ad essere “first lady”.

Secondo la testimonianza dello storico del tempo, Plinio il Vecchio, la donna non aveva scrupoli. Frequentava i bordelli più malfamati, arrivando ad avere anche 25 rapporti consecutivi in una notte. Quando, però, ad una festa, decise di sposare uno dei suoi amanti, l’imperatore la condannò a morte.

Tullia d’Aragona

Tullia d’Aragona visse tra il 1510 e il 1556 e fu l’amante di Bernardo Tasso, padre del celeberrimo Torquato. Tullia era una donna colta che intratteneva i salotti letterari con le sue doti poetiche, la sua intelligenza e le sue conoscenze musicali. Per questo era conosciuta da tutti come Cortigiana degli Accademici.

A quel tempo, le accompagnatrici d’alto bordo erano definite con il termine “oneste”, che stava ad indicare il grado di cultura di queste donne, nettamente superiore rispetto alle comuni squillo. Nell’antica Roma, le escort di alto bordo vivevano nel lusso della corte e potevano dedicarsi allo studio e alle arti.

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Frine e le altre accompagnatrici greche

Durante l’antica Grecia, le cortigiane avevano un ruolo di tutto rispetto nella società civile. Potevano partecipare alla vita pubblica del paese e prendere parte ai simposi maschili, dove, invece, erano escluse le altre donne greche. Alcune tra loro diventarono ricche, ricercate e influenti. Tra queste, la storia ricorda Taide come colei che convinse Alessandro Magno ad incendiare il palazzo reale di Persepoli. Mentre a Pizionice e Glicera furono dedicati rispettivamente un santuario a Babilonia e una statua in bronzo.

La bellissima Frine fu probabilmente la più famosa tra le accompagnatrici dell’antica Grecia. Ella divenne l’amante di numerosi personaggi importanti dell’epoca, tra cui il retore Iperide, il pittore Apelle e lo scultore Prassitele. Purtroppo, quello che la rese celebre fu il processo nel quale venne accusata di empietà perché aveva posato nuda nei panni della dea Afrodite. Fu assolata grazie al suo amante che, denudandola di fronte ai giudici, chiese come si potesse offendere una dea con una simile bellezza.

Ninon de Lenclos

Iniziò a fare l’accompagnatrice quando venne venduta dalla madre all’età di 18 anni e proseguì questa attività per tutta la vita frequentando i salotti letterari e filosofici del ‘600 a Parigi. Era una donna molto scaltra che divideva i suoi amanti tra favoriti e martiri. Questi ultimi dovevano mantenerla senza poterla mai toccare. Divenne anche consigliera di Molière e di re Luigi XIV, conosciuto come Re Sole.

Lola Montez

Il suo vero nome era Elizabeth Rosanna Gilbert, di origine irlandese si faceva passare per ballerina spagnola. Fece innamorare il re Ludwig I di Baviera, che la nominò contessa, le regalò un palazzo intero e la elesse sua consigliera permettendole di influire sugli affari di stato.

Escort oggi

Come sono, invece, le escort di oggi? Quelle bellissime donne che fanno strabuzzare gli occhi a tanti uomini sugli annunci online, chi sono in realtà?

Ragazze di bell’aspetto, slanciate e impeccabili, sempre vestite di tutto punto e con la piega appena fatta. Sono dotate di classe, cultura e buoni modi. Frequentano ambienti prestigiosi, partecipano a grandi eventi, intrattengono personaggi di un certo spessore. È difficile incontrarle per le vie, e se per caso vi imbattete in una di loro, la scambiereste per una donna raffinata qualunque. È più facile vederle ai gala o a party eleganti e alla moda.

La loro principale mansione è la compagnia, per chi non desidera presentarsi da solo a un evento mondano, o chi non vuole trovarsi senza nessuno al ristorante o a teatro.

Oggi, fare la escort è una scelta personale, una decisione presa consapevolmente da persone mature. Chi sceglie di fare questo mestiere può essere guidato da diverse ragioni, piacere, necessità, guadagni, regali.

Le escort d’alto bordo, conducono una vita intensa piena d’impegni, in cui è necessario essere sempre impeccabili e sorridenti. Insomma, non è un mestiere da tutte.

Spesso le ragazze si affidano ad agenzie che si occupano di fissare gli incontri e garantiscono loro una maggiore tutela dei diritti.

Per fare l’accompagnatrice, servono bella presenza, una buona cultura generale e la conoscenza almeno dell’inglese, meglio se anche di qualche altra lingua. Se nell’antichità, le escort intrattenevano signori nei salotti a suon di poesia e canzoni, oggi, li accompagnano a cena, all’opera o a serate di beneficenza.

Il passaparola di un tempo, è stato sostituito da annunci su internet e pagine social. Anche questo mondo si sta globalizzando velocemente e le accompagnatrici sono poliglotte, viaggiano e frequentano uomini di diverse nazionalità. La concorrenza è aumentata e per continuare a fissare incontri, bisogna essere pronte, sveglie, e conoscere tutti i mezzi che il web mette a disposizione.

Belle de Jour

Ci sono anche oggi storie di accompagnatrici divenute famose. Il caso più eclatante è forse quello di Belle de Jour. Il nome d’arte l’ha preso da un film di Buñuel, in cui Catherine Deneuve interpreta una signora della buona società francese dalla doppia vita. Nella realtà, Belle de Jour è giovane, veste Chanel e ha una solida e benestante famiglia alle spalle. Abita in un bel quartiere di Londra, ha una laurea e un master in letteratura, ama leggere e parla correntemente francese e italiano.

Si è fatta conoscere quando ha messo in rete il diario dettagliato dei suoi primi sei mesi di attività sottoforma di blog. Il blog è stato poi premiato dal prestigioso quotidiano inglese Guardian. Così nasce il caso e subito le viene proposto un contratto milionario da un noto editore inglese.

C’è chi sostiene che la storia è troppo inverosimile per essere vera, ma Belle de Jour si difende ed esce allo scoperto. Il suo libro intanto continua a essere venduto. D’altronde, chi non resterebbe colpito da personaggi che declamano brani di alta letteratura o che parlano di politica internazionale tenendo un frustino in mano?

Nel corso del tempo, la figura della escort ha affascinato e continua ad affascinare. Dalla letteratura alla realtà, la cultura è intrisa di figure romanzate che appassionano, avvincono e fanno sognare. Una creatura bella e misteriosa con una doppia identità, che conduce una vita ricca e interessante da una parte, ma che dall’altra si trova spesso sola, costretta magari a mantenere il segreto sulla sua attività. Nella storia ci sono state tante donne che hanno fatto questo mestiere ed erano stimate, ben volute e desiderate, come spesso accade la verità si trova nel mezzo, ma questo non impedisce alle accompagnatrici di continuare ad affascinare l’immaginario collettivo.

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