Melania Trump chiede 150 milioni di risarcimento danni a chi l’ha chiamata escort

Melania Trump chiede 150 milioni di risarcimento danni a chi l’ha chiamata escort

Melania Trump: la first Lady chiede 150 milioni di dollari al Daily Mail

Melania Trump (questo il suo profilo Twitter) sta attraversando un momento particolarmente delicato. Durante i giorni dell’insediamento alla Casa Bianca la first lady è stata attaccata con una serie di articoli che la accusano di essere stata una escort. La storia risale all’agosto dell’anno scorso, quando il Daily Mail pubblicò un servizio su Melania, definendola una hooker, una escort.
Oggi che la bellissima modella slovena è la più importante donna d’America, il passato torna a galla, ma lei ha deciso di difendersi per vie legali. Grazie al supporto dei potenti avvocati di casa Trump, Melania sta intentando una causa per risarcimento danni all’editore del giornale. Le voci diffamatorie sul suo passato da escort le avrebbero precluso tutta una serie di opportunità uniche, calcolabili in milioni di dollari. In particolare, a perdere decisamente valore, sarebbe stato il suo brand. Un marchio che porta il suo nome e che produce accessori, scarpe, gioielli, cosmetici e prodotti per il corpo. Nel complesso un danno che gli avvocati di Melania calcolano in almeno 150 milioni di dollari.

Melania Trump era una escort?

melania trump escort

Ma quali sarebbero state le parole incriminate pubblicate sul Mail Online? Secondo il rotocalco digitale, la first lady sarebbe stata una accompagnatrice d’elite durante gli anni novanta, quando era arrivata a New York per lavorare sulle passerelle di moda.
La perdita di valore del brand Melania in relazione all’oscuramento della sua immagine di first lady avrebbe comportato la perdita di una once-in-a-lifetime opportunity, quelle opportunità che capitano una volta sola nella vita.

In difesa della moglie del presidente degli Stati Uniti d’America si è mossa per prima la super modella Emily Ratajkowski, fedelissima supporter – sul versante opposto, di Bernie Sanders. La Ratajkowski ha specificato che si tratta di un evidente caso di stigma a livello sociale, quello che un neologismo in America definisce slut-shaming. Insomma, un’accusa montata al solo scopo di infamare la first lady.

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