La signora matura di Torino lavorava nel reparto latticini

La signora matura di Torino lavorava nel reparto latticini

Mario da Torino ci invia la sua testimonianza su un incontro avuto di recente con una donna matura:

“In quel periodo ero rimasto senza lavoro. Facevo il magazziniere in una ditta fuori città, ma d’un tratto si era fermato tutto. I libri portati in Tribunale, e noi messi in mezzo alla strada.

Per inventarmi qualcosa, con i pochi soldi che mi ero messo da parte, mi comprai un furgoncino. Uno di quelli specifici per il trasporto di alimenti freschi. Non un camion frigorifero, ma insomma un bel furgoncino. Piano piano mi ero fatto un giro di consegne di latticini ad alcuni alimentari, vecchie botteghe in centro a Torino.

signora matura

Mi capitava di girare molto e di vedere tanta gente, ma nessuno con cui andavo oltre il saluto. La prima persona che cominciò allietare quei primi giorni del mio nuovo lavoro di consegne fu la signora Marisa. Marisa era una signora con un’età indistintamente compresa fra 40 e 50 anni. Da sola gestiva un negozio enorme, macelleria, gastronomia, salumeria e latticini. Era lei che prendeva gli ordini per tutto, che teneva i conti del negozio. Poi, quando si trattava di lavorare durante il giorno. Si metteva dietro al banco dei formaggi. Scartava, tagliava, incartava, ripiegava. Accudiva ogni formella, ogni latticino con estrema cura.

Nel mentre consegnavo le mie confezioni di mozzarella, nel mentre passavo nelle sue mani bianche e certosine i pacchetti di stracchino, cominciai a chiederle alcune cose. Sul tempo, sul negozio, sulla sua vita. Lei non si tirò indietro e nel giro di pochi giorni nacque una bella intesa.

Così fu per caso che una sera, passando dal negozio perché i mancavano alcuni ingredienti per la pizza, il nostro livello di conoscenza si intensificò bruscamente. Dopo aver servito e impacchettato i miei acquisti, andò a chiudere la porta del locale. Si aprì la camicetta e si tirò fuori una tetta. La signora matura aveva un seno giovane. La milf mi invitò a toccarlo ed io la seguii fino dietro al banco, nel laboratorio, dove scoprri teneva un divanetto…”

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