Racconto erotico di fantasia – Accompagnatrice a Torino: un tuffo in piscina

Racconto erotico di fantasia – Accompagnatrice a Torino: un tuffo in piscina

Un tuffo in piscina davvero sexy con un’accompagnatrice a Torino. Leggi il nuovo racconto erotico di www.piuincontri.com.

Racconto erotico di fantasia.

Lei era bellissima, niente che avessi già visto. Un misto tra una ragazza orientale e una modella europea. Lasciava incantati. Era un’accompagnatrice a Torino, una bellezza esotica e moderna allo stesso tempo. Quando la incontrai per la prima volta rimasi senza fiato.

Non era il mio primo incontro al buio a Torino, ma fu sicuramente quello che ricorderò meglio. Ero di passaggio in città, il lavoro mi portava nel capoluogo piemontese per qualche giorno, poi a Parigi e infine, a Roma. Quella sera avevo voglia di svagarmi, avevo trascorso una giornataccia chiuso in un bunker per una riunione urgente, e ora volevo solo un drink, una bella donna al mio fianco, quattro chiacchiere liberatorie. Invece, mi ritrovai in un locale per scambisti a Torino. Ero solo con il drink, alcune ragazze ballavano sul bancone, le guardavo annoiato, finché non notai lei, si muoveva sinuosa come se la canzone la stesse scrivendo in quel momento. Quando la musica finì, le offrii da bere. Si chiamava Clara, aveva un fisico perfetto, dissi che avevo avuto una giornata dura. Mi rispose che le piacevo, che conosceva un posto tranquillo. Andammo a casa sua e facemmo l’amore. Il giorno dopo me ne andai al lavoro contento con il sapore ancora addosso della notte precedente. La rividi un paio di mesi dopo ad una festa, ancora più bella di come la ricordavo. Ero di nuovo a Torino per lavoro, lei accompagnava un signore di mezza età. Fece finta di non conoscermi, poi a metà della festa, il suo accompagnatore era svanito nel nulla, me la ritrovai davanti, – Ti andrebbe un bagno in piscina? –

Eravamo in una villa in collina. Nessuno dei due conosceva bene il padrone di casa, ci eravamo imbucati, invitati da amici di amici. Uscimmo in giardino, era una calda serata di fine giugno, fuori non c’era nessuno. La superficie dell’acqua era illuminata dal pallido chiarore lunare. Nessuno dei due aveva il costume, Clara si lasciò scivolare il vestito, sotto non portava niente. Si tuffò con grazia.

  • Dai, vieni! – gridò.

Io temevo che qualcuno potesse accorgersi di noi, ma non potevo tirarmi indietro proprio adesso. Mi svestii in fretta ed entrai. L’acqua era tiepida e piacevole. Clara fece qualche bracciata, si avvicinò, sorrise maliziosa. Vedevo le sue forme sotto il pelo dell’acqua, il solco dei seni si immergeva, lo seguii con il dito fino ai capezzoli. Giocherellai con uno. Con l’altra mano l’abbracciai baciandola. Ero eccitato. Volevo che Clara, appoggiasse le gambe sui miei fianchi. Glielo feci capire, lei eseguì, sentii il contatto con il suo corpo, presi in mano il pene e mi feci largo tra le sue cosce. In quel momento sentimmo uno splash. Altre due persone si erano tuffate. Un uomo e una donna, nudi, iniziarono a baciarsi. Allora Clara si staccò da me. Pensavo volesse uscire, invece, andò verso la coppia. Si mise dietro alla donna e iniziò a baciarle le spalle con dolcezza. La sconosciuta si voltò verso di Clara e rispose ai suoi baci. Vedere quelle due avvinghiate era davvero eccitante. Nuotai fin da loro e mi appostai dietro Clara, la sentii aprire le gambe, un chiaro invito. Non aspettai oltre, infilai il mio membro duro dentro di lei e iniziai a muovermi. Lei spinse le natiche indietro per venirmi incontro continuando a baciare e toccare la sconosciuta dappertutto. Allora anche l’uomo si fece avanti e si posizionò dietro alla donna avvinghiata a Clara. Fu un momento unico, così intenso che non lo scorderò mai.

Io e l’accompagnatrice di Torino ci vedemmo ancora qualche volta, dopo quella sera ci scambiammo i numeri di telefono e quando mi trovavo in città per lavoro la chiamavo.

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