[Racconto erotico]: L’accompagnatrice a Torino e l’incontro nel castello

[Racconto erotico]: L’accompagnatrice a Torino e l’incontro nel castello

Ecco il nuovo racconto erotico dedicato ad una accompagnatrice di Torino, buona lettura!

Lei era un’accompagnatrice a Torino. Lo seppi già la prima volta che la guardai negli occhi. Fu un’intuizione e capii fin da subito di avere ragione. Non so cosa me lo fece pensare. Probabilmente la sua aria disincantata o quell’allure elegante e distante. No, forse niente di tutto questo, il fatto è che Selena era sexy, sexy da morire. Il suo fisico esprimeva sensualità, la sua bocca era un concentrato di sensualità e i suoi gesti pure. Una donna così sexy, mi dissi, non poteva altro che essere un’accompagnatrice a Torino. Una donna mondana, che frequentava i migliori ambienti e si divertiva accompagnandosi a uomini distinti.

accompagnatrice a torino

Quando vidi Selena per la prima volta, mi apparve in tutta la sua bellezza, avvolta in un vestito lungo argentato ad una festa in maschera in un castello appena fuori Torino. Era una festa sontuosa, organizzata dal mio capo, nonché mio più caro amico, e io non so come c’ero finito in mezzo senza troppo trasporto. Ero stordito da tanta magnificenza e dal lusso che rimbalzava fuori da ogni angolo su cui posavo gli occhi. Il rinfresco aveva luogo nel salone centrale, dove pesanti tappezzerie di velluto rosso ricoprivano le pareti, mentre imponenti lampadari di vetro e cristalli illuminavano la stanza. Mi aggiravo tra gli ospiti e non conoscevo nessuno. Facce mai viste, poi vidi lei, Selena, e fu una visione. Stava sorseggiando un bicchiere di Champagne e lì capii che era una escort di Torino. Un uomo più grande di lei le si avvicinò e le disse qualcosa all’orecchio, lei annuì e sparì. La rividi un po’ di tempo dopo, al buffet, mentre assaggiava dei deliziosi gamberetti alla griglia. L’accompagnatrice aveva delle movenze leggere e sensuali e, ovunque passasse, lasciava una scia dolce di qualcosa di inaccessibile e desiderabile. Mi avvicinai anche io ai gamberetti. Lo feci senza accorgermene, attratto da quella donna bellissima. Lei mi sorrise enigmatica vedendomi arrivare. -Ti stavo aspettando- mi disse. Al che sgranai tanto di occhi. Cosa c’era sotto? Perché una donna del genere che non avevo mai visto prima in vita mia, stava aspettando proprio me?

Selena mi trascinò fuori e li confermai la mia intuizione sul fatto che fosse un’accompagnatrice a Torino. Passeggiammo nel parco del castello a lungo. C’era la luna piena che gettava una luce argentea e magica sul paesaggio. Selena mi prese sotto braccio. – E’ bellissimo qui, – disse. Allora, visto che non me lo voleva dire, glielo chiesi io.

– C’è una sorpresa per te questa sera. Ti aspetta di sopra – disse misteriosa con un sorrisetto furbo. – Vuoi vederla? – mi chiese trascinandomi di nuovo verso il castello.

Decisi di lasciarla fare. Non avevo il coraggio di oppormi ad una donna così bella. Salimmo per le scale del castello, su fino alla torre nord. Qui Selena tirò fuori una chiave che teneva proprio nella generosa scollatura e aprì la porta. Non ci crederete cosa trovai all’interno. La stanza era foderata di rosso, pareti in velluto rosso e un letto a baldacchino rivestito in lenzuola di seta rossa. Tuttavia non fu questo a sconvolgermi. Furono le ragazze che giacevano sul letto, nude, languidamente appoggiate ai cuscini.

Chi aveva organizzato tutto questo? Ero circondato da accompagnatrici di Torino, bellissime e pronte a trascorrere con me una notte indimenticabile. Ma chi era l’artefice? Selena non disse niente. Due ragazze si alzarono e si avvicinarono. Una aveva i capelli biondi e l’altra era mora. Avevano i seni tondi e sodi e i capezzoli scuri che risaltavano sulla carnagione color latte. Mi presero le mani e se le posarono sul seno. Io, ancora titubante, restai pietrificato. Non feci niente neppure quando mi spogliarono lasciandomi nudo in mezzo alla stanza. Poi un’altra accompagnatrice dai capelli rossi mi fece sdraiare. Le lenzuola erano morbide al tatto e le sue mani sulla mia schiena lo erano ancora di più. Mi massaggiò a lungo e io cominciai finalmente a lasciarmi andare. Mi rilassai e subito il mio membro si attivò. Mentre le mani dell’accompagnatrice rossa si muovevano delicate sulle mie gambe, il pene si gonfiò. La mora e la bionda mi voltarono e Selena si avvicinò. Si fece scivolare l’abito argenteo lungo il corpo e rimase in un completo elegante di pizzo. Salì sul letto e iniziò a strusciarsi su di me. Al contatto con la sua pelle, fremetti. Selena mi baciò, mentre le altre accompagnatrici si davano da fare attorno. Una mi baciava il petto, una lo aveva preso in bocca, l’altra accarezzava Selena. Stavo friggendo, non ce la facevo più. Iniziai a toccare corpi, a strizzare tette e poi presi Selena e la coricai sul letto, mettendomi sopra di lei. Era bellissima, i capelli sparsi sui cuscini, la bocca semiaperta e gli occhi semi chiusi. Le aprii le gambe e con un gesto preciso le strappai il perizoma. Poi le mie mani si insinuarono tra le sue cosce e Selena gemette. Si bagnò in fretta e io ne approfittai per farmi strada dentro di lei. Selena ansimava, mentre le altre accompagnatrici la toccavano e la baciavano. Poi venni e mi coricai sul letto, mi accesi una sigaretta, mentre le ragazze si erano sistemate al mio fianco. Attendevano senza dire una parola che mi riposassi. Trascorso che fu un quarto d’ora, ripresi, questa volta più sicuro di me. Trascorremmo una notte folle di sesso, arrivai all’alba stremato, e allora Selena mi disse – Buon compleanno! –

Se ti è piaciuto, non perderti anche gli altri racconti erotici di Più Incontri.

Lascia un commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *