‘Trump ce l’ha piccolo’: la pornostar Stormy Daniels e le scioccanti rivelazioni sulle dimensioni del pene del presidente

‘Trump ce l’ha piccolo’: la pornostar Stormy Daniels e le scioccanti rivelazioni sulle dimensioni del pene del presidente

Trump ce l’ha piccolo, come un funghetto, una piccola escrescenza”. Da qualche giorno l’America puritana così come quella più machista sono indignate. Il motivo? La dichiarazione di una pornostar Milf ormai divenuta molto famosa.

stormy daniels cazzo piccolo

Quella Stormy Daniels che Trump avrebbe circuito e poi si sarebbe fatto presentare per consumare con lei alcune notti di sesso. Una pratica, quella di fare sesso a destra e manca, approfittando della sua posizione di potere, che sembra essere abituale per l’attuale presidente degli Stati Uniti d’America. Ma a questo giro le cose sono un po’ diverse, per due essenziali ragioni. La prima è che la bella milfona americana di nome Stormy Daniels ha denunciato il presidente per molestie sessuali, e dopo il tentativo di sotterrare tutto e pacificare con l’esborso di centinaia di migliaia di dollari da parte degli avvocati del presidente, non si è data per vinta. Ha portato avanti una battaglia in difesa dei diritti e della dignità delle donne. Una battaglia che – secondo punto, ha davvero molti punti di appoggio in un’America attraversata dagli scandali sessuali che coinvolgono Hollywood e lo star system.

Un pene piccolo come i funghetti di Mario Bros

pene piccolo
La nuova ondata di scandalo è partita questo martedì dal Guardian. Il giornale ha infatti pubblicato un articolo completo in cui si fa una recensione di Full Disclosure, il libro di prossima pubblicazione di Stormy Daniels, in cui la porno attrice ripercorre una serie di eventi: il suo incontro a sfondo sessuale nel 2006 con Donald Trump; l’incredulità nel vederlo vincere le primarie dei conservatori nel 2016; la paura di trovarsi in pericolo e la firma per assicurarsi il suo silenzio con 130.000 dollari.

Ma, come al solito, è il dettaglio che fa scandalo, che fa parlare. Secondo l’avvenente signora l’inquilino della Casa Bianca avrebbe un “pene piuttosto insolito” simile a un personaggio del famoso videogioco della Nintendo Mario Kart. “Ha come una cappella di fungo… ero sdraiata lì, accanto a lui, infastidita dal fatto che mi ero resa conto che mi stavo facendo scopare da un uomo con pube tipo Yeti e un cazzo piccolo come i personaggi a testa di fungo in Mario Kart. Il sesso? Potrebbe essere stato il sesso meno eccitante che abbia mai avuto”.

Nel libro, il primo che pubblica, la pornostar americana ci ha tenuto a ribadire che il pene di Trump era “più piccolo della media”. Dopo le rivelazioni, il web si è mosso e ha cominciato a prendere in giro il presidente. Le immagini del personaggio di Mario Kart Toad sono diventate meme su Twitter. Da una parte l’America non è più quella di oltre venti anni fa, in cui le macchie di sperma sulla giacca di Monica Lewinsky, la segretaria di Bill Clinton, avevano fatto finire la sua carriera dopo l’impeachment. L’America oggi è forse più vicina all’Italia di qualche anno fa, durante l’era Berlusconi, in cui si parlava quotidianamente di festini e bunga bunga, escort e orge.

Anche se molti sono gli avversari del presidente Donald Trump che non rifiutano mai di cogliere l’occasione per attaccarlo, una parte del paese in questi giorni però si sta chiedendo se sia davvero giusto o utile attaccare il presidente per le dimensioni ridotte del suo pene.

cazzo duro stormy

Lo scorso gennaio Trump si era sottoposto ad un approfondito esame fisico – il Body Mass Index – e tutto era risultato a posto, la sua linea è impeccabile e addirittura alcuni avevano detto che avrebbe potuto anche ingrassare. D’altronde lui è un uomo molto vanitoso e molti sanno che attaccare il suo aspetto fisico lo mette in difficoltà.

Sicuramente va detto che l’insicurezza circa le dimensioni del pene è già abbastanza comune e pure infondata, nel momento che l’organo riproduttivo funziona bene ed è in grado di dare e provare piacere.Si tratta però di giocare su quella sorta di insicurezza perpetua che fa parte di quella mascolinità più aggressiva (di chi dice “io ce l’ho più grosso!”), che porta alla violenza. Così i ruoli di genere impongono atteggiamenti di iper-mascolinità e spesso conducono alla misoginia e alla violenza contro le donne. Alla fine, se ci andiamo a pensare bene, quello che potrebbe essere uno scherzo innocuo è in realtà parte di un sistema più ampio che tiene tutti intrappolati su ideali di genere superati e inutili.

 

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