[Racconto erotico] Anna, escort di Torino, e uno spogliarello speciale

[Racconto erotico] Anna, escort di Torino, e uno spogliarello speciale

Ecco il nuovo racconto erotico di www.piuincontri.com, buona lettura!

Anna era bellissima, una escort di Torino da mozzare il fiato, alta, snella, tutte le curve al posto giusto e dei capelli rosso fuoco che infiammavano lo sguardo. Sembrava un po’ Jessica Rabbit, con quel suo fare ondulante e sexy, gli uomini non riuscivano a resisterle quando si avvicinava loro.

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Anna aveva una vita movimentata. Essere una escort a Torino implicava essere spesso in viaggio, presenziare a cene ed eventi, partecipare a feste e party. Io e Anna eravamo amici da tanto tempo e ce la vedevo a fare quel genere di vita, in cui sei sempre in movimento e non stai mai un attimo fermo. Anna era uno spirito libero, mondana ed esplosiva e il ruolo di escort di Torino le calzava a pennello. Dal canto mio ero l’esatto opposto, timido, casalingo e poco incline alle feste. Insomma un vero pantofolaio. Era per questo che io e Anna eravamo amici, così diversi, ci completavamo a vicenda. Litigavamo spesso, avevamo sempre qualcosa da ridirci, ma poi, tutto tornava a posto ed esattamente come prima. Trascorrevamo lunghi pomeriggi a camminare nel parco, a leggere oppure seduti sul divano a raccontarcela e a spettegolare.

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Non mi ero mai aspettato niente da Anna. Sapevo che il fatto che fosse una escort precludeva la possibilità di qualsiasi legame tra di noi. Certo la consideravo una gran bella ragazza e ammetto di essere stato più di una volta attratto da lei e sul punto di strapparle i vestiti di dosso. Ma a parte qualche cedimento momentaneo dovuto magari a un bicchiere di vino di troppo, io e Anna ce la intendevamo alla grande. Quando non era via a fare l’accompagnatrice a Torino o altrove, stazionava da me. Diceva che non le piaceva dormire da sola e così approfittava della mia condizione di single impenitente per accaparrarsi il divano. Le avevo detto più volte di sistemarsi sul letto, glielo avrei ceduto volentieri, ma lei non ne voleva sapere.

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Una sera di gennaio, fuori c’era un freddo glaciale, Anna mi chiamò. Era in aeroporto, appena atterrata a Torino dopo un fine settimana a Francoforte. – Posso passare? – mi chiese.

La escort arrivò un’ora dopo con una valigia gigante appresso portandosi dietro una ventata fredda. Mi baciò sulla guancia, si tolse il piumino e si lasciò cadere sul divano. Le offrii un bicchiere di vino che avevo aperto nell’attesa. Anna ne mandò giù una generosa golata.

– Ci voleva! Non sai cosa mi è successo questo fine settimana! Di tutto – disse accentuando le ultime due parole.

Si levò le scarpe, un paio di decolté con il tacco nere e allungò i piedi appoggiandoli sulle mie gambe. Iniziai a massaggiarglieli, lo facevo spesso. Ad Anna piaceva molto, diceva che era davvero rilassante. La escort di Torino si stiracchiò assonnata.

– Pensa che mi sono trovata ad una festa a tema bondage, ne ho viste di tutti i colori, te lo assicuro! Certa gente è davvero strana! –

Le credevo sulla parola.

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Anna portava una camicetta di seta bianca che lasciava intravedere il reggiseno in pizzo e un paio di jeans neri aderenti. Si sbottonò il colletto e si tirò su le maniche, fece un respiro profondo e il petto si sollevò in modo sexy, non riuscii ad evitarmi di guardarlo.

La escort se ne accorse e rise, buttò giù altre bollicine e disse: – Che c’è? Ti piacciono? – e si strizzò una tetta, solleticandomi contemporaneamente il petto con la punta dei piedi.

Senza volerlo deglutii. Eccome se mi piacevano! Ma non volevo metterle in testa strane convinzioni e così ripresi subito il controllo e dissi un secco – Tutta roba già vista -.

Anna non la prese bene e pensare che l’avevo fatto solo per salvaguardare la nostra amicizia. Invece, lei, complice l’alcol e il bicchiere vuoto, saltò su come una molla lanciandomi un’occhiata traversa. Non so perché se ne ebbe tanto a male, fatto sta che la escort in piedi davanti a me stava per dare spettacolo.

– Ah! E’ così che la pensi? Beh, allora sappi una cosa, questa non è mercanzia qualunque, – disse facendo un eloquente gesto con le mani attorno al suo corpo. – E adesso te lo dimostro -.

Ero troppo basito per provare a fermarla, quindi la lasciai fare. Anna non sembrava in sé. Aveva liberato il suo lato più selvaggio e pazzo. Sembrava la versione femminile di Dottor Jekyll e Mr Hyde: Anna e la escort di Torino.

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Lei si mosse velocemente verso l’impianto e accese la musica. Iniziò ad ondeggiare mentre si versava ancora un bicchiere di vino. Poi prese a sbottonarsi la camicetta, un bottone per volta. La guardavo stagliarsi in tutta la sua bellezza e mi trovai a trattenere il fiato, quando la lasciò scivolare a terra restando in reggiseno di pizzo. Aveva due tette sode come due mele mature e un corpo snello e flessuoso. Ma Anna non aveva ancora finito. Sempre seguendo la musica, si sbottonò i pantaloni e li sfilò proprio davanti a me, svelando un microscopico perizoma. Si avvicinò e io cominciai a sudare, il cuore accelerò il battito e non capii più nulla. Lei mi prese la testa tra le mani e se la appoggiò sul ventre, in modo che sfiorassi la stoffa sottile delle sue mutandine ridottissime. Anna era seminuda davanti a me, mi accarezzava i capelli con le sue mani sottili ed ero a pochi centimetri dal suo sesso. Lentamente mossi le braccia e appoggiai le mani sulle sue cosce. Attesi una reazione, ma Anna continuò ad accarezzarmi i capelli. Feci scivolare piano piano le dita lungo la sua pelle morbida e delicata fino a sfiorare la sottile stoffa del perizoma. Feci scorrere un dito sopra, poi lentamente mi insinuai al di sotto fino a toccare le labbra. Anna sussultò, senza fermarmi. Mi feci strada dentro di lei, dapprima incerto e poi sempre più sicuro, le feci divaricare le gambe e le tolsi le mutandine, le inclinai il busto fino a quando non fu costretta a sporgersi in avanti e ad appoggiarsi proprio sopra il mio viso. Allora cominciai a muovere la lingua fino a quando non la sentii ansimare. Mi fermai solo quando la escort tanto sicura di sé esplose in un orgasmo.

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