Racconti erotici: lo sconosciuto del lago

Racconti erotici: lo sconosciuto del lago

Per la rubrica “racconti erotici” di www.piuincontri.com.

È una giornata stupenda, una di quelle giornate che ti riscaldano il cuore. L’aria è mite e profuma di fiori e miele e il cielo è tanto azzurro da svuotare la mente di altri pensieri. E’ così che comincia questa storia che ho deciso di inserire nella rubrica dei “racconti erotici” per il sito www.piuincontri.com

Impossibile stare in casa!

Mentre cammino, sento il tepore del sole sulla pelle. Una piacevole sensazione dopo l’inverno freddo, mi sembra di tornare alla vita! Le gambe nude, sotto la gonna, si sentono così libere che mi è impossibile frenarle: inizio a correre.

Ci sono quelle giornate piene di gioia, è questa è una di quelle.

Quando mi fermo sulla riva del lago, non faccio caso all’uomo che legge seduto sulla panchina. Me ne sto a gambe incrociate dove il prato finisce e inizia l’acqua, concentrata sul riflesso del cielo e sul silenzio intatto.

È lui a disturbare la mia meditazione. Tossisce e io sussulto, credevo di essere sola. L’uomo è a un paio di metri da me, ha una polo e un paio di jeans e tiene un libro in mano. Non riesco a leggere il titolo. Ci provo, ma non ci riesco. Sono sempre stata curiosa di sapere cosa legge la gente, dice molto di chi ti sta davanti.

Lui pare saperlo e per questo nasconde la copertina del libro. Proprio così, non mi sfugge il movimento della mano, seppur rapido, con cui gira il libro in modo che il titolo rimanga nascosto.

È un bell’uomo. Un bello sconosciuto che mi sembra di avere già visto. Occhi chiari e impenetrabili, capelli folti scuri, sguardo disincantato di chi si spinge oltre.

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L’uomo tossisce e fa un commento su quanto sia bella la giornata. E io rispondo con un commento su quanto sia incantevole il lago in una giornata così bella.

Allora l’uomo sorride e mi chiede se mi piace leggere. Annuisco, divoro libri da quando ho imparato a decifrare l’alfabeto. – Leggo di tutto! – aggiungo in un impeto d’enfasi.
– Di tutto non vuol dire niente – ribatte lui e io ci rimango male perché lo dice in tono fermo, perché ha smontato la mia affermazione e perché il mio orgoglio di lettrice si sente colpito in pieno. Mi sento insicura.

– Qual’è l’ultimo libro che hai letto?
É ancora sul mio comodino, Piccole Donne. Quasi mi vergogno a dirglielo, ma lui davanti alla mia rivelazione resta impassibile. Iniziamo a parlare di letteratura, e mentre conversiamo mi scruta. Proprio così, mi osserva, mi studia, non si lascia scappare ogni mio minimo movimento. Mi sento sotto un microscopio. I suoi occhi scintillanti scavano e frugano senza un attimo di tregua. Quando finalmente li alza per posarli sull’orologio che porta al polso, mi sento spossata.

– Devo andare – annuncia. – Ti rivedo giusto? – e mentre lo dice è così supponente che sto per ribadirgli di no. Ma la sua è una di quelle domande in cui è già insita la risposta e senza aspettare che io proferisca parola, lancia il libro che stava leggendo sul manto erboso, proprio accanto a dove sono seduta, si volta e infilatosi le mani in tasca si allontana fischiettando.

Sono irritata dalla sua prepotenza e lo sono ancora di più perché sto morendo dalla curiosità di scoprire di che libro si tratta. A malapena riesco ad aspettare che scompaia dietro il fogliame, prima di voltare il libro e leggerne il titolo.

“Le età di Lulù”. La copertina non ha immagine, solo una scritta dorata, nessuna trama, nessuna altra parola, tranne il nome dell’autore. D’istinto lo apro e inizio a leggerne qualche pagina… e non sono trascorse che poche pagine che la protagonista, una giovane ragazza, si trova con la bocca tra le gambe di un giovanotto. Da qui è un crescendo di scene, ben dettagliate… un porno!

Il tipo tutto d’un pezzo, io-la-so-lunga, tanto colto è in realtà un grande porco che legge libri pornografici! Rimango basita, ma nonostante questo non riesco a staccare gli occhi dalle pagine ingiallite del libro. Quando finalmente raggiungo l’ultima e alzo la testa, mi accorgo che il sole sta tramontando e della giornata meravigliosa che era, sono rimasti solo i riflessi arancio sull’acqua.

Prendo il libro e rincaso. Mi sento turbata, un vortice di sensazioni si agita nello stomaco. Quella sera quando mi corico non riesco a prendere sonno. La mente ripercorre le scene del libro e sono così vivide! Mi sembra di viverle. Sento un calore sconosciuto e piacevole farsi strada tra le gambe, e risalire verso il basso ventre. Non so quanto dura, ma quando finisce sono esausta.

Il pomeriggio seguente ritorno al lago. Stesso posto, stessa ora. La giornata non è bella come quella di ieri, ma l’aria è ancora tiepida e piacevole. Lui è lì e mi aspetta.
– Allora hai letto il libro? – domanda a bruciapelo.
– no – mento.
– Ti è piaciuto?
Come fa a sapere che l’ho letto? Non lo sa, non lo può sapere.
Scoppia a ridere e mi guarda. Devo essere arrossita violentemente perché lui senza fare una piega aggiunge – cos’è ti vergogni? Non hai mai letto un libro del genere?-
– Un porno? No, mai letto! – ribadisco.
– Letteratura erotica, prego – dice lui con un sorrisetto soddisfatto.
– Che differenza fa?-
– Ti porterò un porno e poi me lo spieghi tu che differenza fa!-
Non ribatto, la sola idea che possa esistere qualcosa di più trasgressivo di quello che ho letto ieri mi inorridisce e mi incuriosisce a dismisura.
Suppongo che sei novellina. Eppure sei una bella ragazza! Ti va un tè?
Immagino che anche questa volta la risposta sia insita nella domanda, perché senza aspettare mi prende sottobraccio e insieme ci allontaniamo dal lago.
La sua casa è un appartamento in pieno centro, arredato in modo moderno. Sembra l’alloggio di un single incallito troppo preso dalla carriera, dagli affari e dalle scappatelle per occuparsi di mettere su famiglia. D’istinto gli chiedo cosa fa, mentre mi accomodo su una delle sedie blu elettrico della cucina.
-Tu cosa diresti che faccio?-
Ma guarda un po’ che tipo! Risponde ad una domanda con un’altra domanda, Mr. Sfuggente è peggio di James Bond per quanto riguarda la sua riservatezza.
– Che ne so, avvocato, broker? – provo ad indovinare.
-Quasi… Prova ancora.-
-Mr. Bond, passo! Non sono brava negli indovinelli!-
Lui scoppia a ridere e si zittisce. Versa il tè in due tazzoni rossi e appoggia un piatto di biscotti al cioccolato sul tavolo, poi esce dalla stanza e ritorna poco dopo porgendomi un libro.
Ecco il tuo romanzo porno – dice.
Per non fargli vedere che sono arrossita infilo il viso nella tazza e assaporo la bevanda calda alla cannella. – Buono! – dico tanto per cambiare argomento.
Lui mi studia un attimo e poi se ne esce con – scommetto che sei vergine!
A momenti gli sputo l’acqua calda in faccia. Invece, riesco a ricompormi e gli lancio un’occhiata in tralice.
– Tranquilla, non c’è bisogno che risponda. Lo so e basta.-
-Altra occhiata in tralice.-
-Ti andrebbe di provare?-
-Scommetto che ti offri volontario.-
-Al tuo servizio.-
Sono tentata di andarmene, ma qualcosa mi tiene incollata alla sedia. C’è qualcosa in quest’uomo che mi attrae, molto. Non conosco nemmeno il suo nome eppure mi sento attratta da lui. Non riesco a staccargli gli occhi di dosso, aspetto la sua prossima mossa, impotente.

Lui mi scruta ancora e ancora. Cerca di capire come mi senta. In fiamme, mi sento in fiamme! Poi di scatto si alza e mi dice di seguirlo. Mi porta in camera da letto, e mi fa sedere su un grande letto a due piazze. Si siede accanto a me e inizia ad accarezzarmi i capelli.
Non è nel mio stile questo, ma per te farò un’eccezione.
Cosa non è nel suo stile? Il letto o le carezze. Lui non approfondisce e io non riesco a parlare perché un nodo alla gola mi blocca. A questo punto non dice più niente, avvicina le sue labbra al mio orecchio e inizia a baciarmi. Scende giù fino al collo e poi risale verso la bocca.
Quanto ti desidero! – esclama prima che le nostre labbra si uniscono in un bacio appassionato.

Ho baciato pochi uomini nella mia vita. Ragazzi, più che uomini, ma dopo questo bacio mi sembra di non aver mai baciato nessun altro. Mentre continuiamo a baciarci, lui inizia a far scivolare le spalline del mio vestito. Ma sono troppo occupata in questo momento per occuparmene, così mi ritrovo in reggiseno e mutandine senza nemmeno avere il tempo di accorgermene. Timidamente afferro i lembi della polo e gliela sollevo. Lo aiuto a togliersi i pantaloni e non posso fare a meno di ammirare il suo fisico. Con una lieve pressione del busto, lui mi fa abbassare finché con la schiena non tocco il soffice lenzuolo. È sopra di me, sento le sue mani esplorare il mio corpo, collo, seno, ventre, cosce e poi sfiorare il sottile strato di tessuto in mezzo alle gambe. Fremo. Sono terrorizzata, mi trovo tra le braccia di un perfetto sconosciuto eppure spero che non si fermi. Lui indaga ancora, proprio là e io fremo ancora. Poi solleva il tessuto e infila la sua mano tra le mie gambe, sento un calore avvampare prima poco alla volta e poi tutto d’un colpo. Le sue labbra continuano a baciarmi senza sosta e quando finalmente il calore si calma, lui mi leva con un gesto deciso le mutandine e entra dentro di me. Provo un leggero dolore al primo impatto, ma passa subito, sopraffatto dalla foga e da un piacere intenso.

Quando finisce, si corica accanto a me esausto e cadiamo addormentati. Quella sera rincasando, mi sento diversa. Ho un segreto tutto mio da custodire. Lo sconosciuto? Non so se lo rivedrò ancora, ma qualcosa in me è cambiato e mi sento leggera e felice come non mai.

Racconto Pubblicato da Tania

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