Kylie Sinner, una pornostar ancora vergine

Kylie Sinner, una pornostar ancora vergine

A dirlo sembra un controsenso ma esiste una pornostar ancora vergine. Solo dicerie? No! È proprio vero.

Kyle è una bella brunetta, appena entrata nel mondo del porno che sta già facendo parlare molto di sé. Come mai? Per forza, Kyle è ancora vergine!

I tre segni distintivi di Kyle:

  1. Kyle ha un bellissimo viso, lineamenti sensuali e capelli lunghi neri.
  2. Kyle fa solo sesso anale. Il suo lato b è super indaffarato dal momento che Kyle pur facendo la pornostar è ancora vergine!
  3. Kyle non fa sesso normalmente perché soffre di vaginismo, una sindrome che si presenta nelle donne in modo sporadico.

Che cos’è il vaginismo?

Sebbene se ne senta parlare, il vaginismo è un disturbo molto poco conosciuto. Da un punto di vista tecnico, si manifesta come un riflesso involontario che porta all’irrigidimento dei muscoli della vagina, della vulva e del perineo. Si tratta di una cosa piuttosto seria, dal momento che rende impossibile la penetrazione. Ma cosa succede davvero al corpo quando una donna soffre di vaginismo? Dal punto di vista anatomico l’apparato genitale sembra perfettamente normale. A tal punto che chi soffre di questa sindrome può tranquillamente eccitarsi e perfino raggiungere l’orgasmo attraverso la stimolazione del clitoride. Gli esperti pensano che il disturbo sia di natura psicosomatica e che sia dovuto ad un approccio traumatico alla sessualità.

Come fa Kyle a fare la pornostar?

Diciamolo, una donna affetta da vaginismo difficilmente riesce ad avere una vita sessuale normale, figurarsi poi riuscire ad intraprendere una carriera nel mondo del porno. Ma allora Kyle come fa?

Quando era solo un’adolescente e tutte le sue amiche avevano le prime esperienze sessuali con ragazzetti della loro età, Kyle si teneva alla larga. Non ha avuto contatti con l’altro sesso per molto tempo, per timore che gli uomini l’avrebbero respinta. Poi ha deciso che se non voleva passare la vita da single, doveva assolutamente trovare una soluzione e così ha iniziato ad usare il suo lato b.

Kyle è decisa a vincere la sindrome del vaginismo e dopo aver consultato diversi psicoterapeuti e psicologi vari, metodi fai-da-te a base di masturbazione e mini-dildo, ha preso la decisione di provare con il porno.

Oggi, Kyle ha imparato ad accettarsi e a convivere con il problema. Non ha più problemi a fare sesso con i ragazzi e questo aiuta anche il vaginismo.

Il porno come terapia dunque? Funzionerà davvero? Ovviamente siamo tutti con Kyle che comunque si diverte e non se la passa poi così male. Questo a dimostrare che la determinazione ti fa arrivare là dove non avresti mai pensato di poter arrivare.

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