Racconto erotico: le sfere magiche

Racconto erotico: le sfere magiche

Ecco il nuovo racconto erotico di Più Incontri.

Lo incontro a Firenze. Per puro caso. Io e Marco abbiamo deciso di partire un paio di giorni prima e siccome la sua chiamata non è arrivata, tanto vale passare al piano B.

Giovanni non ha perso un goccio del suo fascino. Moro, occhi azzurri, e un fisico notevole. È un anno che non lo vedevo.

Lui mi riconosce dall’altra parte della piazza e subito mi vene incontro. Quando ci raggiunge, sembra felice di vedermi. Mi saluta con un caloroso abbraccio, al quale io rimango fredda e distaccata.

Che ci fai qui? – domanda come se ci fossimo visti ieri.
Aspetto una tua chiamata per venire a Milano a trovarti – ribatto io ironica.
Mi sei mancata – dice ignorando la mia battuta.
Lui è Marco, il mio ragazzo – dico sviando il discorso e scoprendo le mie carte.

Giovanni ci invita per un caffé, ci porta in un baretto di sua conoscenza e offre lui. Chiacchieriamo tutti e tre, un’ora dopo sono nel suo appartamento. Lavora qui per un mese e l’azienda gli ha trovato un alloggio, umile e decisamente da sballo! Ho detto a Marco che andavo ad una mostra di sculture del 1400. A lui queste cose non interessano, adesso starà gironzolando per la città, forse entrerà in qualche negozio o andrà in albergo a riposarsi.

Per me non c’è riposo invece. Giovanni mi fissa mentre sono seduta sul suo divano di ecopelle bianca. Uno di quei comodi divanoni ad elle in cui schiaccerei volentieri un pisolino.

Sei bellissima, – dice Giovanni e si accovaccia vicino a me. – Ho voglia di guardarti.
Io resto immobile aspettando la sua prossima mossa. Ho smesso di pensare quando sono con lui, mi sono arresa all’evidenza che perdo ogni ragione.

Posso guardarti? – mi chiede come se non conoscesse già la risposta.
Annuisco.
Allora alzati il vestito fino alla vita e togliti le mutandine.
Eseguo e appoggio il sedere sulla superficie fredda del divano. In questa posizione mi sento esposta, alla sua mercé, completamente esposta.
Ora allarga le gambe, così che posso guardare meglio. Mi piace quando ti depili totalmente – dice con un sorrisetto soddisfatto notando il mio disagio.
Mi guarda attentamente senza toccarmi insistente e io, pian piano, sento il pudore svanire e il desiderio salire da in mezzo alle cosce.
Vuoi qualcosa da bere? – e senza aspettare una mia risposta mi porta un bicchiere di prosecco. – Buono, vero? Lo produce un mio amico qui vicino – dice mentre porto il bicchiere alle labbra e lui continua a tenere gli occhi puntati verso il basso, là dove le mie nudità se ne stanno a prendere aria.
Molto.
Capisco che ha voglia di prendermi, lì, adesso. Ma non lo fa. Sparisce di nuovo e torna con un cofanetto blu. – Vorrei fare una prova se ti va. – è sempre stato paziente, bravo ad aspettare
Sono tutta orecchi.
Apre il cofanetto e mi mostra il contenuto. Si tratta di due piccole sfere metalliche attaccate l’una all’altra da un sottile cordino.
Ora ti infilo queste dentro e poi andiamo a vedere la mostra di scultura assieme. Che ne dici?
L’idea mi stuzzica. Lui senza aspettare una risposta, per la seconda volta, procede. Giovanni è troppo abituato al mio consenso e sa già che lo seguirò in ogni sua decisione. La mia impotenza davanti alla sua volontà mi infastidisce, ma per quanto io faccia non riesco ad oppormi.
Intanto con il pollice e l’indice mi ha aperto le labbra, mostrando alla luce tutta l’eccitazione. Lentamente prende una sfera e la introduce nel mio corpo indugiando proprio all’inizio. Il metallo freddo mi fa sussultare e la mia voglia aumenta. Ripete poi la stessa operazione con l’altra pallina. Quando ha finito, mi richiude le gambe e tira giù la gonna del vestito.
Mentre cammini ti conviene stringere i muscoli se non vuoi che scivolino fuori – mi avverte mentre stiamo uscendo.

Il palazzo che ospita la mostra dista pochi minuti a piedi dalla casa di Giovanni. Cammino con circospezione, muovo i passi come se stessi camminando sulle uova. Intanto sento le palline che Giovanni mi ha infilato muoversi dentro di me e mi eccito, l’idea di questo nostro segreto mi eccita tremendamente e più succede più la sensazione diventa piacevole e un dolce calore inizia a muoversi tra le gambe.

Una scultura contorta in marmo attira la nostra attenzione, sono due giovani amanti avvinghiati, colti nell’estasi dell’Amore. Mentre ci soffermiamo a guardarla, Giovanni senza farsi notare da altri visitatori, si avvicina da dietro e coprendomi con il suo corpo, infila una mano tra le mie gambe. Avverto la sua mano calda tra le cosce e le due sfere che tengo nel corpo si muovono, provocando una sensazione di intenso piacere che mi coglie di sorpresa lasciandomi senza fiato. Il terrore che qualcuno possa vederci non fa che accrescere la mia eccitazione. Sento un formicolio al basso ventre, oh cavoli, non ce la faccio più! Voglio correre subito in bagno e finire il lavoro.

Giovanni nota il mio disappunto e sorride.
Vieni andiamo via di qui, ti desidero come non mai – sussurra al mio orecchio leggendomi nei pensieri.

L’amore con Giovanni non è mai stato dolce. Mi strappa le sfere dal ventre facendomi urlare di piacere e subito mi prende con foga. In breve veniamo tutti e due, e subito dopo lui cade addormentato. Io, invece, devo tornare da Marco, chissà dov’è, chissà quando rivedrò Giovanni, se lo rivedrò. Esco un’altra volta silenziosa dalla sua vita, ancora ebbra e stordita di piacere e mi appresto a ritornare alla mia vera vita e da Marco.

Racconto Pubblicato da Tania di www.piuincontri.com

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