[Racconto erotico] Incontri a Torino: il collega

[Racconto erotico] Incontri a Torino: il collega

Incontri a Torino? Il sesso in ufficio è una delle fantasie erotiche più ricorrenti. Se chiedi ad un uomo quale sia la sua idea di incontro hot: 6 italiani su 10 ti risponderanno: un appuntamento sexy sulla scrivania del capo. Se anche tu la pensi così, allora non perderti il nuovo racconto erotico di www.piuincontri.com, buona lettura!incontri

Il miglior posto per degli incontri a Torino? L’ufficio! Ne sono convinta. Mi chiamo Erica e ho 32 anni. Secondo quanto ho letto su internet sono una donna matura, siccome, a quanto sembra, sul web, le donne mature sono tutte le over 30. Non sono sposata e non ho un ragazzo. Non c’è niente che non vada nel mio aspetto fisico, alta, bionda, un fisico slanciato e un bel paio di tette ancora sode. Mi piace divertirmi, conoscere persone nuove e fare incontri a Torino sempre diversi. Me la spasso. L’età in fondo non conta, giusto? Una donna deve sentirsi libera di divertirsi in qualsiasi momento. E io sono così, libera e poi, mi piace un sacco stuzzicare gli uomini. Dovreste vedere come pendono dalle mie tette appena allargo un po’ la scollatura. Mi diverto moltissimo a vedere i loro sguardi e la cosa mi eccita da matti, ecco perché cerco sempre nuove avventure e incontri a Torino. L’ultimo è stato decisamente degno di nota. Volete che ve lo racconti?

L’altro giorno ho fatto un colloquio per un nuovo lavoro e sono stata assunta. Mi piace il posto e i colleghi sembrano simpatici, soprattutto Massimo. È stato il primo che ho conosciuto, è stato subito gentile con me, mi ha dato molti consigli utili che mi sono stati di grande aiuto. Io e Massimo siamo entrati subito in sintonia, tanto che ci siamo incontrati in un caffè di Torino anche fuori dall’orario di lavoro. Oltre ad essere simpatico, Massimo è decisamente un bell’uomo, alto, moro, occhi chiari e sguardo diretto. Quando lo guardo, mi sento avvampare. Non è trascorso molto tempo, che mi sono accorta di essere attratta da lui e sono convinta che Massimo ricambi i miei sentimenti. Tuttavia non vi nascondo le mie preoccupazioni, certi incontri erotici è meglio lasciarli fuori dal posto di lavoro perché possono dare luogo ad incomprensioni e spiacevoli seguiti.

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Tuttavia Massimo non sembra farsi le mie stesse fisime e anzi ci prova con me spudoratamente. Mi chiede di uscire e mi corteggia anche mentre siamo a lavoro. Ho scoperto che è single, uscito da poco da una lunga storia, adesso ha voglia di divertirsi e fare nuovi incontri a Torino. Così mi sono tranquillizzata. Non vuole niente d’impegnativo, ma prova per me la stessa attrazione sessuale che io provo per lui. Ogni tanto di notte, prima di addormentarmi, fantastico su noi due. Mi immagino mentre facciamo sesso e ci diamo dentro. Mi sono anche toccata pensando a lui. Il giorno dopo, quando mi ha guardato negli occhi, sono avvampata di vergogna. Lui deve essersene accorto, perché le sue battutine si sono fatte ancora più spinte. Sono arrivata ad un punto che appena mi sfiora o mi sussurra qualcosa all’orecchio sento uno strano formicolio alle gambe o le farfalle allo stomaco. Insomma mi sento una sedicenne alle prime armi con il sesso e alle prese con la sua prima cotta.

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Poi una sera arriva la situazione che stavamo aspettando da tanto tempo, quella propizia e giusta. Rimaniamo da soli in ufficio, è per una presentazione che dobbiamo consegnare il giorno seguente. Lavoriamo a testa bassa per un’ora, provo con tutte le forze a concentrarmi, ma ogni tanto cedo e allungo lo sguardo verso di lui. Massimo non sembra accorgersene e la cosa mi infastidisce alquanto. Invece che sfruttare un’occasione così favorevole, quanto irripetibile, lui che fa? Mi ignora completamente. Come se volesse finire il lavoro più in fretta possibile per scappare lontano da me. È così frustrante! Cerco di fare di tutto per attirare la sua attenzione, mi manca solo di strapparmi la camicetta e schiaffargli il suo viso tra le mie tette, ma lui niente. Alla fine ci rinuncio e mi butto sulla presentazione.

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Passa un quarto d’ora, venti minuti e Massimo mi chiama per mostrarmi una cosa al suo pc. Faccio il giro della scrivania e mi chino per vedere meglio. Le tette si protendono in avanti cercando di uscire dall’ampia scollatura. Ad un certo punto sento una mano sfiorarmi l’interno coscia. Invece, di scansarmi lo lascio fare, la mano risale le gambe fino a sfiorare la leggera stoffa delle mutande. Sospiro e mi volto appoggiandomi al bordo della scrivania. Sono eccitata e mi bagno subito, come un’educanda. Massimo allora mi bacia e mi allarga le gambe sfilandomi le mutandine. Resto con la gonna alzata e nuda sotto i suoi occhi. Mi eccita da morire. Lui inizia a toccarmi, poi quando mi sente pronta, si apre i pantaloni e mi gira. Mi ritrovo con la guancia appoggiata alla scrivania e il sedere che sporge verso Massimo. Poco dopo lo sento entrare dentro di me e spingere con forza. Sfoghiamo tutte le nostre fantasie in un’ora di sesso puro e favoloso. Io vengo più di una volta e Massimo anche. Alla fine mi rivesto e completiamo la presentazione.

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Il giorno dopo non riusciamo quasi a guardarci negli occhi per l’imbarazzo. Durante la presentazione lo evito con ogni cellula del mio corpo e mi sento avvampare non appena la mia mano sfiora la sua per sbaglio. Poi in pausa pranzo, quando tutti i colleghi sono usciti, e stiamo mettendo a posto le slide della presentazione, lo sento afferrarmi per il polso. Mi trascina con forza lungo il corridoio fino ai bagni, qui entriamo in quello degli uomini e ci chiudiamo dentro. Massimo inizia a baciarmi con foga e a strizzarmi le tette. La sua lingua danza dentro la mia bocca e io mi sento felice. Lo facciamo lì, una sveltina rapida e poi andiamo nel nostro bar di fiducia e ordiniamo due panini e due frappè, unendoci ai nostri colleghi come se non fosse successo niente.

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