Donal Trump, Madonna, le promesse di sesso orale e il referendum sul porno

Donal Trump, Madonna, le promesse di sesso orale e il referendum sul porno

Questa tornata elettorale in America non ha segnato solo l’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca o la legalizzazione della cannabis a scopo ricreativo in diversi stati americani.
Si è trattato in qualche modo di una tornata elettorale segnata da messaggi e promesse a sfondo esplicitamente sessuale, dove personaggi famosi e pornostar si sono apertamente schierati per l’uno, ma soprattutto per l’altro candidato (Hilary Clinton, la perdente).

madonna in una porno posa Madonna in una posa sexy

Anzitutto la popstar Madonna che aveva promesso che avrebbe praticato del sesso orale a chiunque avesse votato per la Clinton. “Se votate per Hillary vi farò un pompino“, aveva dichiarato a ottobre. Oggi, il day after le elezioni, alcuni curiosi e giornalisti si sono recati nei pressi dell’abitazione della superstar per ‘riscuotere la loro ricompensa‘, ma hanno trovato le porte di casa di Madonna chiuse. Evidentemente la cantante 58enne aveva capito di averla detta un po’ troppo grossa.

Angelina Castro

In supporto della candidata democratica alla presidenza americana sono accorse anche diverse pornostar, fra cui spiccano Angelina Castro (nella foto sopra) e Maggie Green (nella foto sotto le sue ‘tette’). Le due porno attrici più che ‘per la Clinton’ si sono schierate ‘contro Trump’ e hanno dichiarato che “queste elezioni fanno schifo, vogliamo mettere un po’ di pepe… ci sta molto antipatico Trump, perché ama donne brutte e odia invece le bellissime e calde latine, le messicane”.

maggie green

Poi c’è tutta la questione relativa al voto sul referendum circa la Proposition 60. Il disegno di legge che voleva mettere il bavaglio all’industria del porno è stato respinto, bocciato. La proposta prevedeva l’obbligo per le pornostar di indossare il preservativo, e poi voleva istituire una sorta di sistema di spionaggio messo in atto dai cittadini per segnalare le pornostar che non si attenevano al regolamento. Il NO ha vinto con il 54%, grazie all’impegno di tutti i membri della filiera del porno.

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